L’abbinamento a tavola, che sia tra due ingredienti (una ricetta, a ben pensarci, può essere vista anche come una guida per un abbinamento collaudato), tra due cibi o tra un cibo e una bevanda, non è mai una semplice somma di sapori. È esperienza di tutti che accostando gli elementi viene ampliato l’orizzonte gustativo, creando sensazioni nuove e arricchendo il bagaglio dei ricordi sensoriali che ogni assaggio porta con sé.

L’arte dell’abbinamento: accordo o contrasto

Limitandoci a cibi e bevande (e, tra le bevande, alla birra), si può affermare che l’arte dell’abbinamento ha una “via italiana”: quella della giustapposizione, per accordo o per contrasto. Si può cercare di abbinare un piatto con determinate note aromatico-gustative a una birra che ne presenti di analoghe: all’assaggio, questo creerà una sorta di risonanza, amplificando le sensazioni e creando un ponte tra i due elementi in gioco. Per fare un esempio concreto, si può pensare di accostare una panna cotta con topping al caffè a una birra in stile Brown Porter, che presenta note torrefatte che richiamano il caffè stesso.

Al contrario, è possibile lavorare per contrasto, cercando di far dialogare elementi per loro natura dissimili se non opposti. L’operazione in questo caso è differente, perché l’obiettivo diventa la ricerca di un equilibrio in cui le sensazioni vengano in un certo senso smussate. In questa sorta di “elisione”, viene dato ad ogni sapore e aroma un nuovo posto nell’esperienza gustativa, evitando che un elemento sovrasti l’altro in una dissonanza di stimoli. L’esempio più semplice è quello che ci fa cercare, dopo un boccone ricco o grasso, una bevanda capace di “ripulire” la bocca attraverso la vivacità delle bollicine e una punta di freschezza, rendendoci pronti a gustare appieno il sapore dell’assaggio successivo.

    L’arte dell’abbinamento: accordo o contrasto

    Limitandoci a cibi e bevande (e, tra le bevande, alla birra), si può affermare che l’arte dell’abbinamento ha una “via italiana”: quella della giustapposizione, per accordo o per contrasto. Si può cercare di abbinare un piatto con determinate note aromatico-gustative a una birra che ne presenti di analoghe: all’assaggio, questo creerà una sorta di risonanza, amplificando le sensazioni e creando un ponte tra i due elementi in gioco. Per fare un esempio concreto, si può pensare di accostare una panna cotta con topping al caffè a una birra in stile Brown Porter, che presenta note torrefatte che richiamano il caffè stesso.

    Al contrario, è possibile lavorare per contrasto, cercando di far dialogare elementi per loro natura dissimili se non opposti. L’operazione in questo caso è differente, perché l’obiettivo diventa la ricerca di un equilibrio in cui le sensazioni vengano in un certo senso smussate. In questa sorta di “elisione”, viene dato ad ogni sapore e aroma un nuovo posto nell’esperienza gustativa, evitando che un elemento sovrasti l’altro in una dissonanza di stimoli. L’esempio più semplice è quello che ci fa cercare, dopo un boccone ricco o grasso, una bevanda capace di “ripulire” la bocca attraverso la vivacità delle bollicine e una punta di freschezza, rendendoci pronti a gustare appieno il sapore dell’assaggio successivo.

      Consigli per abbinamenti riusciti

      Che si faccia per accordo o per contrasto, è però evidente che non tutti i cibi sono abbinabili con ogni birra: se ci sono accostamenti vincenti, infatti, è altrettanto vero che ne esistono anche di deleteri. Alcuni suggerimenti possono aiutare a individuare la strada maestra per non sbagliare accostamento, trasformando un semplice pasto in una degustazione consapevole.

      Intensità: Innanzitutto, è fondamentale che l’intensità aromatica del cibo e della birra si equivalgano: un elemento non deve mai coprire l’altro. 

      Grassezza: Bisogna che la birra aiuti a “tagliare” eventuali grassezza e untuosità del piatto. In questo senso giocano favorevolmente una leggera acidità, l’effervescenza e (in misura minore) l’alcolicità. 

      Dolce vs amaro: Si comportano come colori complementari. Quando si vuole giocare di contrasto, si può accostare l’uno all’altro per smussare le spigolosità di un ingrediente troppo amaro o, viceversa, per dare profondità a un piatto che risulterebbe altrimenti stucchevole. 

      Salato: Un piatto spiccatamente salato rifugge l’incontro con l’amaro della birra — che ne esaspererebbe la durezza — trovando invece un equilibrio più armonioso nella morbidezza di una componente dolce.

      Acido: Infine, quando è il piatto a presentare una nota acida o citrica, questa richiederà una bevanda capace di sostenerne la spinta senza farsi sovrastare, creando un dialogo di freschezza che non appesantisca il palato.

      Consigli per abbinamenti riusciti

      Che si faccia per accordo o per contrasto, è però evidente che non tutti i cibi sono abbinabili con ogni birra: se ci sono accostamenti vincenti, infatti, è altrettanto vero che ne esistono anche di deleteri. Alcuni suggerimenti possono aiutare a individuare la strada maestra per non sbagliare accostamento, trasformando un semplice pasto in una degustazione consapevole.

        Intensità: Innanzitutto, è fondamentale che l’intensità aromatica del cibo e della birra si equivalgano: un elemento non deve mai coprire l’altro. 

        Grassezza: Bisogna che la birra aiuti a “tagliare” eventuali grassezza e untuosità del piatto. In questo senso giocano favorevolmente una leggera acidità, l’effervescenza e (in misura minore) l’alcolicità. 

        Dolce vs amaro: Si comportano come colori complementari. Quando si vuole giocare di contrasto, si può accostare l’uno all’altro per smussare le spigolosità di un ingrediente troppo amaro o, viceversa, per dare profondità a un piatto che risulterebbe altrimenti stucchevole. 

        Salato: Un piatto spiccatamente salato rifugge l’incontro con l’amaro della birra — che ne esaspererebbe la durezza — trovando invece un equilibrio più armonioso nella morbidezza di una componente dolce. 

        Acido: Infine, quando è il piatto a presentare una nota acida o citrica, questa richiederà una bevanda capace di sostenerne la spinta senza farsi sovrastare, creando un dialogo di freschezza che non appesantisca il palato.

        Mettiamo in pratica l’arte dell’abbinamento

        Scegliere la birra giusta non è solo una questione tecnica, ma di curiosità. Comprendere questi principi è il primo passo per scoprire quell’armonia che rende ogni abbinamento riuscito un’esperienza sorprendente. Ma come si applicano queste “regole” a uno stile specifico? Mettiamo alla prova la teoria con una protagonista d’eccezione, la birra blanche, esplorando i suoi abbinamenti ideali, dai crudi di mare ai formaggi freschi.

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